Perché non valorizzate ciò che avete senza abusare di photoshop?

Piccoli spunti per un proprietario in cerca della giusta soluzione per

 descrivere la propria struttura

 

Prendiamo spunto da un argomento di grande attualità nel mondo della fotografia, ovvero l’immagine che quest’anno ha vinto il World Press Photo 2013 e di cui si sta parlando e straparlando. Ed ecco il dibattito tra chi elogia la fotografia “decisamente” artefatta e chi, additando invece l’uso eccessivo di photoshop, la condanna.

 

Tra ci ne ha parlato, nel bene e nel male, è stato Art Tribune, pubblicando un articolo molto ben fatto sulla base di scambi di opinioni nate sui social network in merito a questo argomento. E’ giusto spingere la fotografia di reportage in una direzione così lontana da quella che è una onesta documentazione della realtà? L’obiettivo primo diventga il suo valore estetico-artistico più che quello comunicativo?
Verso che direzione si sta dirigendo la fotografia documentativa: realtà o artefazione?
www.artribune.com

 

 

 

 

 

Ci siamo posti la stessa domanda relativamente alla fotografia d’interni dove, secondo noi, troppo spesso si vede il fotografo abusare di photoshop. I tanto osannati HDR (High dynamic range imaging) ci sembra invece che diano, a chi osserva, una dimensione molto falsa della realtà.
Guardando con attenzione un’immagine scattata in un interno e post prodotta in HDR, si nota facilmente che la luce che si diffonde nell’ambiente risulta irreale perché molto meno contrastata di quella che si può osservare nella realtà. Le zone naturalmente d’ombra, generalmente quelle opposte a chiare fonti di luce come finestre o lampade accese, sbiadiscono nell’intenzione di renderle più chiare, mentre quelle più luminose tendono a impastarsi e ingrigirsi. L’effetto “quadro polveroso da museo” è garantito.
La luce reale, con tutto il suo calore, con la morbidezza dei suoi toni, con la sua capacità di dipingere i volumi, è lo strumento più prezioso che un fotografo d’interni ha a sua disposizione. Un reato alterarla!
Quando si fotografano interni a scopo commerciale, non si può e soprattutto non si deve falsare l’immagine con l’obiettivo di convincere il potenziale cliente verso una scelta che propenda per la nostra struttura; l’inganno sarebbe presto svelato al suo arrivo sul posto!
Lo scopo di un fotografo che vuole fare un lavoro utile per una proprietà è quello di realizzare immagini che facciano empatizzare l’osservatore con l’ambiente ritratto. Il nostro occhio, attraverso l’elaborazione cerebrale di uno stimolo visivo, è soddisfatto e confortato quando vede un tipo di luce che gli corrisponde, a cui è abituato, che conosce e riconosce come familiare, accogliente, amica.
Che bisogno c’è quindi di allontanarsi dalla descrizione della realtà quando, proprio questa realtà è ciò che vogliamo trovare, in cui vorremmo immergerci con il progetto di una futura vacanza?
Per farvi capire meglio di cosa stiamo parlando mettiamo insieme degli esempi di immagini che “ci piacciono” e immagini che “non ci piacciono al fine di chiarire ciò di cui abbiamo parlato finora. Sarete poi voi, speriamo, a giudicare ciò che a voi piace o meno e, ci auguriamo, a riportarcelo attraverso commenti, immagini, idee.